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Diamanti
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Diamanti, da sempre considerati i migliori amici delle donne, sono un valido investimento?

Il termine diamante deriva dal greco "adamas", l'invincibile, perché non si conosce nulla in natura che ne eguagli la durezza. Da un punto di vista strettamente scientifico il diamante è carbonio puro che si è cristallizzato nel sottosuolo a grandi profondità per le elevatissime temperature e pressioni presenti e che successivamente è tornato negli strati superficiali della crosta terrestre a seguito di fenomeni vulcanici. La caratteristica principale di questa pietra di grandissimo pregio è il binomio durezza-lucentezza che nessun'altra gemma può vantare. 

Alcuni diamanti sono entrati nella storia per la loro eccezionale grandezza, come il Golden Jubilee, facente parte dei gioielli della corona thailandese e il più grande diamante tagliato al mondo. Invece il Centenario è, tra i diamanti tagliati, quello di purezza maggiore. Molti esemplari famosi fanno parte dei Gioielli della Corona britannica, come il Cullilan I, il Cullilan II e il Koh-i-Noor.

Inattaccabile dagli agenti chimici, trasparente ai raggi X, il valore del diamante dipende da quattro parametri principali: colore, purezza, caratura e taglio. Le pietre sono classificate secondo le sfumature del colore e la purezza interna, cioè l'assenza di inclusioni e strutture di crescita. L'unità di peso si chiama carato: equivale a 200 mg ed è suddiviso in punti (un punto è 1/100 di carato).

Tra i tagli il più pregiato è il taglio brillante perché valorizza maggiormente la luce della pietra. Un diamante di qualità deve dunque essere il più incolore e il più puro possibile, oltre che tagliato a regola d'arte.
I maggiori giacimenti si trovano in Sudafrica, Brasile, Venezuela, Australia, Russia e India. Si chiamano giacimenti primari quelli posti all'interno di crateri: hanno la forma di un imbuto rovesciato, detto camino, stretto cioè verso l'alto e largo verso il basso. Nei camini si trova una roccia bluastra, detta kimberlite, dal nome di Kimberly, una città del Sudafrica. È in questa roccia che si trovano i diamanti, che vengono recuperati dopo che la roccia stessa è stata frantumata e sminuzzata con apposite apparecchiature. Nel 1866 furono scoperti i primi giacimenti alluvionali, detti secondari perché derivano dallo sgretolamento della roccia dei giacimenti primari a opera degli agenti atmosferici.

Si chiama taglio l'insieme di operazioni fatte secondo precise proporzioni e angolature al fine di mettere in evidenza la luminosità del diamante: allo stato grezzo il diamante infatti è un ottaedro incolore e opaco e la valorizzazione della gemma dipende dalla perizia dei tagliatori. Nelle gemme sfaccettate si distinguono cinque parti principali: la tavola, che normalmente la superficie più estesa; la corona, cioè l'insieme di faccette poste nella parte superiore della gemma; la cintura, che separa la parte inferiore da quella superiore; il padiglione, cioè l'insieme di faccette della parte inferiore; l'apice. Con il termine taglio si intende il numero, la disposizione e la forma delle faccette relative alla tavola, alla corona, al padiglione. Nella lavorazione del diamante si distinguono quattro fasi: la sfaldatura, il bruting (termine inglese che significa sfregamento), il taglio vero e proprio e la lucidatura.

Anticamente il diamante veniva incastonato grezzo: aveva solo alcune smussature agli angoli ottenute con sfaldatura della naturale forma a ottaedro. Si pensava infatti che qualsiasi alterazione della forma naturale potete fargli perdere le caratteristiche magiche per cui era tanto ambito. Nel corso dei secoli, però, l'uomo è intervenuto con una serie di lavorazioni sempre più perfette per metterne in risalto la luce eccezionale. Nella seconda metà del Quattrocento, per esempio, comparve il taglio a tavola, caratterizzato da una larga superficie sopra la cintura e una più piccola e appuntita in basso. Verso la fine del Cinquecento si aumentò il numero di faccette sopra e sotto la cintura e nel 1650 si giunse al taglio Mazzarino, in onore del cardinale francese, con 34 faccette e corona rotonda. 
Meno di cinquant’anni dopo si impose il famoso taglio Peruzzi, dal nome dell'inventore, con 58 faccette, il vero antenato dell'attuale brillante. Questo fu inventato nel 1910 e si rivelò subito il taglio migliore per dare alla pietra il massimo della luminosità. 
Per essere definito brillante il diamante deve avere 58 faccette: la faccetta superiore o tavola, 32 faccette sulla parte superiore o corona, 24 sulla parte inferiore o padiglione, più l'apice nella parte inferiore. Per ottenere un brillante perfetto si può scartare perfino il 60% della gemma grezza. La sfaccettatura può essere applicata anche su forme allungate e si ottengono allora i tagli marquise, ovali e a cuore, mentre a un altro genere di tagli detti a gradini, appartengono i tagli smeraldo, baguette e i carré.

I diamanti sono un bene rifugio per eccellenza: hanno quotazioni stabili e sono un buon investimento soprattutto nelle piccole e medie carature. Devono essere acquistati da un fornitore di fiducia e vanno sempre accompagnati dal certificato d'esame e dalla relativa perizia che ne evidenzia il peso, la purezza, il colore e la provenienza. La De Beers, la società internazionale che controlla la maggior parte della produzione di diamanti, ha creato la CSO, un'organizzazione di vendita centralizzata che impedisce le speculazioni di mercato sul prodotto grezzo.


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