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cambio merce pubblicitario
cambio merce pubblicitario

Il cambio merce, una grande opportunità

La pratica del cambio merce pubblicitario è conosciuta già da diversi anni, soprattutto nei paesi anglosassoni. Tuttavia, complice la crisi economica globale che imperversa, negli ultimi anni il barter pubblicitario sta conoscendo un periodo particolarmente florido. Negli ultimi anni le aziende sono state afflitte da una carenza di liquidità più meno diffusa e da una contrazione dei volumi d'affari causata dal calo dei consumi.

Le barter company si occupano appunto di cambio merce pubblicitario e solitamente sono equidistanti tra la concessionaria di pubblicità, l’agenzia pubblicitaria e l’azienda, consentendo a tutte di perfezionare la campagna pubblicitgaria.

Questa situazione ben conosciuta e piuttosto diffusa ha avuto come conseguenza la riduzione dei budget che le aziende hanno destinato al marketing creando un vero e proprio avvitamento in quanto, opinione oramai consolidata, la pubblicità è l'anima del commercio. A meno pubblicità corrisponde meno commercio. A meno commercio corrisponde meno pubblicità.

Ma è proprio nei tempi di crisi più dura che le imprese risorgono a nuova vita. Si industriano nella ricerca di nuove soluzioni e si avventurano nell'apertura di nuovi mercati. In questo panorama pioneristico non poteva mancare una certa attenzione verso i cambi merce. La rimodulazione dei concetti alla base del bartering ha fatto si che una pratica che in origine non era molto ben vista, oggi si sia riqualificata divenendo un vero e proprio strumento multi-finalità in mano alle aziende più intraprendenti di qualunque dimensione e settore merceologico.

Le motivazioni di questo successo sono abbastanza ovvie anche se non sempre considerate in tutta il loro effettivo peso:

· Si limitano le transazioni in denaro. La liquidità disponibile può essere destinata ad altro e la mancanza di liquidità non rappresenta un problema, perlomeno in relazione alle operazioni pubblicitarie.

· La possibilità di pagare in merce invece che in denaro, e quindi la non necessità di procurarsi liquidità per fare pubblicità, consente di pianificare campagne pubblicitarie più importanti e di conseguenza incrementare il fatturato, recuperando magari quote di mercato che si stavano perdendo proprio a causa della riduzione dei budget pubblicitari.

· Le aziende si trovano molto spesso a dover sovra produrre per contenere i costi. Ad approvvigionamenti più importanti corrispondono spesso e volentieri migliori condizioni di acquisto (sconti e/o condizioni di pagamento) ed in generale si diventa più importanti agli occhi del fornitore. Sono molte le aziende che quindi si trovano nella necessità di dover produrre di più anche se a questa sovra produzione non corrispondono ordinativi adeguati con il rischio di avere merce in giacenza che ad un certo punto risulterebbe invendibile. Queste quote di sovra produzione, quantificate al costo reale, possono benissimo essere impiegate per acquistare pubblicità.

· Anche sotto il profilo dei costi del personale può risultare agevole il cambio merce. Sono molte le aziende soggette a produzioni legate alla stagionalità. In prossimità di questi periodi le aziende sono costrette ad assumere personale temporaneo (talvolta professionalmente inadeguato) piuttosto che autorizzare lavoro straordinario o ancora a organizzarsi sui tre turni di produzione per limitati periodi di tempo. Tutto questo si traduce in un aggravio di costi e talvolta anche in un calo della qualità. Poter produrre in maniera più costante può aiutare a contenere i costi. Se l'azienda sa che parte della merce sovra prodotta sarebbe comunque utilizzabile senza rimetterci, allora può organizzarsi di conseguenza conseguendo dei risparmi economici, migliorando la qualità tanto del prodotto quanto della vita aziendale.

· Apertura di nuovi canali distributivi. La realtà del cambio merce, specie nelle grandi città, è oramai diffuso. Diverse le catene di shopping club ai quali possono accedere i dipendenti delle aziende convenzionate (grandi aziende, cral, associazioni di categoria, pubblica amministrazione). Va da sé che questi tesserati, che possono acquistare a prezzi notevolmente inferiori ai prezzi applicati dai canali distributivi tradizionali, prediligeranno sempre lo shopping club rivolgendosi altrove solo nel caso in cui non si possa attendere o non si sia soddisfatti dei prodotti disponibili (così come c'è chi fa acquisti solo negli outlet o a quanti attendono i saldi per le spese più importanti.). Gli shopping club da cambio merce pubblicitario costituiscono quindi un nuovo canale distributivo da non trascurare anche perchè i clienti tesserati si tramutano automaticamente in clienti referal che grazie al passaparola contribuiranno agli obiettivi aziendali.

A conti fatti il cambio merce pubblicitario può effettivamente contribuire allo sviluppo aziendale.


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