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In Dubious Battle
In Dubious Battle

Il nuovo film di James Franco, In Dubious Battle, dal 7 Settembre al cinema

In Dubious battle: l'America contadina degli anni '30

Si chiama "In Dubious battle" - "Il coraggio degli ultimi", la nuova fatica cinematografica dell'attore e regista James Franco che, non a caso, in questo film riveste entrambi i ruoli.
La pellicola che da poco ha fatto il suo esordio ai botteghini degli States, ha diviso in due la critica americana separando nettamente gli scettici dagli estimatori. I primi non considerano l'opera sufficientemente accettabile sia per quanto riguarda la sceneggiatura che l'interpretazione entrambe poco incisive e prive di quel "sensazionalismo" tanto caro a molti cineasti a stelle e strisce.
I secondi, al contrario, plaudono proprio al rigore della "narrazione pura", priva di inutili eccessi, e al tono sobrio, talvolta addirittura distaccato, utilizzato dal regista che si è impegnato a restare il più fedele possibile ai fatti offrendo una rappresentazione autentica della realtà.
Il film è ambientato nel 1933, gli anni che seguirono la "Grande Depressione", uno dei periodi più bui della storia americana del XX° secolo. Lo scenario in cui si snoda la vicenda è caratterizzato dalle campagne californiane dove decine di braccianti, addetti alla raccolta della frutta, lavorano duramente a fronte di un misero compenso.

Lo sfruttamento dei contadini

Il film, distribuito dalla Ambi Pictures, trae spunto da un romanzo di John Steinbeck intitolato "La Battaglia" di cui è un libero adattamento.
Matt Rager, lo sceneggiatore, oltre allo scontro sociale tra operai e proprietari terrieri, ha inserito anche altri elementi in grado di creare un po' di "pathos" in una produzione in cui tutto procede esattamente come ci aspetta.
I pochi colpi di scena sono affidati alla losca figura di Mac MacLeod, interpretato abilmente dallo stesso regista, un uomo senza scrupoli che facendo leva sull'ingenuità degli operai, si finge dalla loro parte ma per perseguire i suoi subdoli scopi.
Il film che dura quasi 2 ore, inizia con l'arcigno Bolton, interpretato dall'esperto Robert Duval, che in maniera pretestuosa utilizza la crisi economica post depressione, per abbassare ad 1 dollaro la paga giornaliera dei raccoglitori di mele generando il malcontento dei suoi dipendenti già vessati da condizioni di vita estremamente precarie.

La protesta

Il protagonista del film è Jim Nolan (ruolo affidato all'attore Nat Wolff) che tenterà di "svegliare" le coscienze e gli animi quasi rassegnati dei braccianti, organizzando uno sciopero.
Bello il contrasto che emerge tra i 2 filo-comunisti: da una parte Nolan, un uomo semplice che, pur credendo nei valori della giustizia e dell'equità sociale, attraversa momenti di inquietudine e di incertezza. La sua figura è umanizzata anche dal sentimento che proverà per una contadina incinta interpretata dalla bella Selena Gomez che ha colto l'opportunità di interpretare un ruolo diverso dal solito.
Dall'altra parte il perfido Mac che utilizza la politica non tanto per difendere i diritti dei lavoratori lottando al loro fianco ma, al contrario, li manipola per assecondare la sua smodata ambizione.
Pur nella sua drammaticità, la pellicola è ricca di spunti interessanti che inducono all'analisi storica e all'introspezione dell' universo maschile con le sue contraddizioni e fragilità ben evidenziate da Franco. Un film che si caratterizza anche per l'incontaminata bellezza della natura e gli scenari suggestivi sui quali si è sapientemente soffermato Bruce Thierry Cheung, il direttore della fotografia. 
Fuori concorso al prossimo Festival del Cinema di Venezia, In Dubious battle potrebbe dare belle soddisfazioni all'eclettico Franco che tra un progetto di cinema sperimentale e la stesura di un libro o l'esposizione di quadri da lui realizzati, sembra essersi avviato alla piena maturità artistica.


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